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Direttore: Vincenzo Di Guida

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17 Giugno 2019

A Prato il prefetto ci ripensa


Era stata fissata per oggi sabato 23 marzo, a Prato, una manifestazione promossa da Forza Nuova per ricordare il fatto storico della fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento, nome del movimento politico fondato a Milano da Benito Mussolini il 23 marzo 1919.
Il Comitato per l’ordine pubblico, infatti, aveva dato il via libera a FN per formare un corteo in quanto era stato valutato fossero stati “Rispettati gli articoli 17 e 21 della Costituzione”.
Ciò nonostante, alcune formazioni politiche di sinistra e alcune associazioni come l’A.N.P.I., Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si erano sollevate ad appellate perché il prefetto competente per la cittadina rivedesse la sua decisione.
E così il prefetto Rosalba Scialla, tirata per la giacchetta, ci ha ripensato e ha autorizzato solo un presidio, ossia una manifestazione statica in piazza del Mercato.
Anzi per par condicio, diciamo così, ne ha autorizzato due, concedendo anche all’A.N.P.I. una contro manifestazione, cosa giudicata pericolosa dallo stesso comune di Prato per il possibile scontro tra frange di facinorosi.
I Fasci di Combattimento nacquero giusto cento anni fa nella sala riunioni Circolo dell’alleanza industriale, in piazza San Sepolcro a Milano e, per questo, chi aveva partecipato alla loro formazione e, per estensione, si riconosceva nei loro ideali era definito San Sepolcrista.
Il programma di San Sepolcro, pubblicato su “Il Popolo d’Italia” del 24 marzo 1919, si caratterizzò per le tematiche fortemente innovative.
Esso recitava:
Italiani! Ecco il programma di un movimento genuinamente italiano. Rivoluzionario perché antidogmatico; fortemente innovatore antipregiudiziaiolo.
Per il problema politico, Noi vogliamo:
a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilità per le donne.
b) Il minimo di età per gli elettori abbassato ai 18 anni; quello per i deputati abbassato ai 25 anni. c) L’abolizione del Senato.
d) La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di costituzione dello Stato.
e) La formazione di Consigli Nazionali tecnici del lavoro, dell’industria, dei trasporti, dell’igiene sociale, delle comunicazioni, ecc. eletti dalle collettività professionali o di mestiere, con poteri legislativi, e diritto di eleggere un Commissario Generale con poteri di Ministro.
Per il problema sociale, Noi vogliamo:
a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i lavori la giornata legale di otto ore di lavoro.
b) I minimi di paga.
c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al funzionamento tecnico dell’industria. d) L’affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie o servizi pubblici.
e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le industrie dei trasporti.
f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di assicurazione sulla invalidità e sulla vecchiaia abbassando il limite di età, proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.
Per il problema militare, Noi vogliamo:
a) L’istituzione di una milizia nazionale con brevi servizi di istruzione e compito esclusivamente difensivo.
b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di esplosivi.
c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare, nelle competizioni pacifiche della civiltà, la Nazione italiana nel mondo.
Per il problema finanziario, Noi vogliamo:
a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere progressivo, che abbia la forma di vera espropriazione parziale di tutte le ricchezze.
b) II sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e l’abolizione di tutte le mense Vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi.
c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il sequestro dell’ 85% dei profitti di guerra.
Al movimento fascista della prima ora aderirono personalità importanti della politica, della imprenditoria e della cultura (futurismo) e i Fasci di Combattimento, nella buona sostanza, sarebbero serviti a legare alcuni di questi mondi non omogenei come gli interventisti di sinistra, i futuristi, gli ex arditi, i repubblicani e i sindacalisti rivoluzionari.
Tra i fondatori dei Fasci di Combattimento, cosa non nota ai più, vi furono anche ebrei.
Tuttavia, lungo il percorso che portò alla seconda Guerra Mondiale, alcuni degli obiettivi del neonato movimento fascista mutarono al punto che oggi é necessario distinguere nettamente ciò che il fascismo effettivamente fu e, in riferimento al sansepolcrismo, ciò che il fascismo si era proposto di essere.
Ciononostante gli animi sembrano ancora roventi al punto che il presidente dell’A.N.P.I. Nespolo si é detta pronta a diffidare il prefetto mentre il leader di F.N. Fiore ha ribadito la volontà di chiedere siano chiusi i rubinetti dei lauti sovvenzionamenti statali e regionali concessi all’A.N.P.I.

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