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20 Maggio 2019

Il cartello finanziario di Matrix Europa


Tempo fa un giornalista e blogger napoletano, Francesco Amodeo, ha pubblicato un libro dal titolo “La Matrix Europea” in cui denuncia – sono sue parole – “il piano di conquista contro i popoli e contro le democrazie” di quello che lui definisce “il Cartello finanziario internazionale che determina i destini dei governi dell’Unione Europea”.
Il libro è stato censurato in tutte le librerie e anche su internet non se ne trova traccia. Per procurarselo occorre passare attraverso il suo sito: www.francescoamodeo.it.
Ma di che tratta questo libro per meritare di essere messo così brutalmente all’indice? Semplicemente perché, come lui stesso dice in un’intervista su Canale Italia (digitale terrestre ITALIA 53), tratta un argomento molto forte, facendo nomi e cognomi e attribuendo le responsabilità di un vero e proprio golpe finanziario che alcuni gruppi di potere stanno portando avanti in molti Paesi d’Europa. Nel libro Amodeo inchioda alle proprie responsabilità politici italiani e non solo e smaschera personaggi che in un recente passato hanno assunto la presidenza del Consiglio in Italia, e per la prima volta si introduce il concetto di “cartello finanziario”, equiparandolo per certi versi ai più tristemente famosi cartelli dei narcos, della camorra e così via.
Secondo Amodeo questo cartello tiene in pugno le democrazie europee soggiogandole a logiche di pura speculazione finanziaria. Ad esso apparterrebbero tutti coloro i quali hanno messo in campo politiche mirate al completo svuotamento delle sovranità nazionali.
L’inchiesta inizia tracciando un quadro delle leggi che dall’ingresso dell’euro hanno svuotato di pressoché ogni potere le democrazie nazionali, con un flashback al 1981 per ricordare la separazione della Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro che affidò totalmente al mercato la nostra unica possibilità di finanziarci.
L’inchiesta prosegue con la disamina delle responsabilità dell’ingresso dell’Italia nell’euro, della firma del trattato di Maastricht, della privatizzazione degli enti pubblici, fino arrivare alla firma del “fiscal compact” e l’inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione. Qui Amodeo cerca collegamenti tra queste persone: c’è qualcosa che li lega? La risposta è sì. Innanzitutto ci si rende conto che tutti questi trattati hanno un filo conduttore che li accomuna: l’aver sottratto poteri ai popoli mettendolo nelle mani della finanza speculativa.
Ma chi ha beneficiato di queste leggi e di questa cessione di sovranità? Lo scenario che traspare è agghiacciante: tutti i personaggi, gli attori diremmo, di questa tragedia nazionale avevano (e hanno) in comune l’appartenenza alle stesse organizzazioni ufficiali della finanza speculativa! Esistono infatti delle organizzazioni le quali, sebbene censurate dai media ufficiali i quali più che ignorarle pare quasi che vogliano nasconderle sotto al tappeto, come il fango delle scarpe.
Queste associazioni ufficiali hanno ovviamente nomi propri, come il gruppo Bilderberg, la commissione Trilaterale, CFR, RIA il Gruppo dei Trenta. Esistono poi potentati bancari, come la Goldman-Sachs, che accomunano tutti i politici italiani che dal 1992 ad oggi hanno traghettato l’Italia verso una vera e propria dittatura finanziaria. In pratica, coloro i quali hanno beneficiato delle leggi fatte da quei politici sono gli stessi che ne hanno permesso l’elezione!
I colpevoli di questo sfacelo secondo Amodeo sono molti, da Prodi a Draghi, da Andreatta a Ciampi, come ben delineato nel capitolo intitolato “Cronologia della dittatura finanziaria”, ma secondo il giornalista campano il maggior responsabile è Mario Monti, che con il suo governo tecnico e la complicità dell’allora Presidente della Repubblica ha dato la spallata decisiva alla democrazia italiana.
Sebbene alla sua nomina a senatore a vita sia stato presentato come professore della Bocconi ed ex commissario europeo in quota Italia, Monti in realtà era ben altro: membro del direttivo del club Bilderberg, la più grande lobby della finanza speculativa mondiale. Inoltre era il presidente europeo della Commissione Trilaterale (altra grande lobby della speculazione mondiale fondata da Rockfeller) e proveniva dalla Goldman Sachs e dalla lobby belga Brueghel. Ci hanno detto invece che era un rettore della Bocconi, citando quindi solo l’ultimo dei suoi incarichi.
Non si tratta qui, come avrete capito, di un becero complottismo: complottista è chi racconta fatti incredibili che non può dimostrare, mentre qui Amodeo racconta cose incredibili che non potevano essere raccontate. Infatti Monti si insedia a Palazzo Chigi da membro di quella Commissione Trilaterale che in un report ufficiale (firmato tra l’altro da Gianni Agnelli) intitolato ‘The Crisis of Democracy’ scrive che “… la democrazia non è sempre applicabile; … bisogna stracciare le costituzioni; … i popoli devono vivere in uno stato di apatia, … bisogna superare con le tecnocrazie gli eccessi di democrazia; …” e così via, allegramente.
Ecco, questo è quello che questa gente scrive nei suoi report, mentre in Italia abbiamo permesso che il loro presidente europeo venisse messo a capo di un governo democratico! Abbiamo messo la nostra democrazia nelle mani di chi scrive che la democrazia stessa non è sempre applicabile! A chi dice che le costituzioni vanno stracciate abbiamo permesso di modificare la nostra senza chiedere il permesso agli italiani, com’è avvenuto con l’introduzione del pareggio di bilancio! E anche di più: a chi proviene da una Goldman Sachs che ha avuto una parte dominante nell’indurre la crisi sui mercati abbiamo dato la possibilità di risollevare l’Italia dalla crisi. Con che risultato? Che il numero dei poveri è raddoppiato. Con i cosiddetti ‘Monti bond’ sonio stati forniti al Monte dei Paschi quattro miliardi nel momento di massima crisi! Ma Monti non si è fermato qui: ha pagato in anticipo i derivati tossici alla Morgan Stanley, ha pagato 40 miliardi di euro al meccanismo europeo di stabilità per permettere alla Germania di rientrare dagli incauti prestiti che aveva fatto alla Grecia!
Come si vede, tutte scelte sbilanciate a favore dei grandi gruppi finanziari i quali lo avevano messo a capo del nostro Governo! E il deus-ex-machina di questo ‘golpe grigio’ fu Giorgio Napolitano, che Henry Kissinger – elemento di spicco tra i promotori di questi gruppi di potere – ebbe a definire “il mio comunista preferito”. Nel giugno del 2011 in un hotel di St. Moritz durante una riunione ufficiale del Bilderberg l’Italia era rappresentata da Mario Monti, non come semplice partecipante ma come membro del direttivo (tra gli oltre 120 invitati figuravano anche l’allora il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, Franco Bernabè di Telecom, John Elkann, e Paolo Scaroni dell’ENI). Con Monti nel direttivo c’erano Jean-Claude Trichet, ai tempi presidente della BCE, l’elvetico Josef Ackermann, spregiudicato CEO della Deutsche Bank e artefice del disastro di quella banca, e c’era Peter Sutherland, presidente della Goldman Sachs, già attorney general del governo irlandese, commissario europeo per la concorrenza, gli affari sociali e l’istruzione, commissario per la concorrenza e le relazioni con il Parlamento europeo, direttore del WTO, ma soprattutto ex direttore esecutivo di Goldman Sachs e oggi consigliere sui migranti di Papa Francesco e membro della commissione trilaterale del gruppo Bilderberg, di cui avrebbe presieduto la sezione europea per circa un decennio.
Come si può vedere, una bella compagnia di poveracci!
Poche settimane dopo questa riunione i giornali italiani, da Repubblica al Sole 24 Ore prima di tutti gli altri, si posero alcuni grossi interrogativi. Si chiedevano, ad esempio, perché la Deutsche Bank ci sbattesse all’inferno vendendo l’88 dei titoli di stato italiani che aveva in pancia? Perché la Goldman Sachs improvvisamente crea le condizioni che innescano la crisi dello spread? E perché la BCE manda una lettera al governo Berlusconi chiedendo misure irrealizzabili in quel periodo e per di più contro il popolo?
Ecco: tutte queste azioni, ben concertate da tre uomini che possono essere definiti in molti modi ma non certo dilettanti, hanno portato alla cosiddetta ‘crisi dello spread’ e con la complicità di Napolitano hanno portato al potere in Italia – guarda caso! – il quarto uomo che era con loro a quella riunione: Mario Monti. Il quale poi si è naturalmente sdebitato con i suoi compari mettendo in essere quelle azioni che tendevano a favorire proprio i potentati bancari e finanziari, contro i popoli e le democrazie. Coloro i quali scrivono che la democrazia non è sempre applicabile, che occorrono le tecnocrazie e che le costituzioni vanno stracciate hanno imposto il fiscal compact e il pareggio di bilancio nella nostra Costituzione: hanno dunque messo in atto quanto avevano teorizzato e l’hanno stracciata!
A questo punto cosa fare? Ovviamente quando ci si trova i questi scenari non si può cambiare tutto subito. Noi ci troviamo in una situazione che è rimasta cristallizzata per oltre 20 anni e solo ora iniziato a parlare di cose di cui avremmo dovuto iniziare a preoccuparci allora. Non si tratta di avere la sera di cristallo, è sufficiente un po’ di lungimiranza. I problemi dell’euro, ad esempio, non sono nati con la moneta europea, ma tre anni prima della sua entrata in vigore, mentre dal 2002 abbiamo avuto il calo della produzione industriale e il maggiore deficit della bilancia dei pagamenti. Il problema dei vincoli europei è nato nel 1992 e la Germania da 18 anni li ha sforati tutti!
Ecco allora che occorre cambiare a poco a poco, cercando di raddrizzare le cose una per una, un po’ come quando un tornado vi distrugge la casa: non potete pensare che un tocco di bacchetta magica rimetta tutto a posto.
Ma qui è anche necessaria un’azione di contenimento e di barriera in contemporanea alle azioni riparatrici, per evitare che le falle risanati da una parte vengano riaperte da un’altra.
Amodeo nell’intervista di cui abbiamo parlato racconta un fatto avvenuto a Copenhagen nel 2014, ad un’altra riunione del club Bilderberg. Una sola giornalista italiana fu ammessa ai lavori: Monica maggioni di Rai News. Pochi mesi dopo la Maggioni diventa presidente della Rai. Al di là di ogni facile complottismo è un fatto che la Maggioni, proprio perché coinvolta con il Bilderberg non avrebbe mai dovuto essere nominata alla presidenza di un ente pubblico il cui dovere è garantire un’informazione pluralistica. La Rai è una TV di stato, e come tale dev’essere il megafono dei valori della democrazia e non di quei gruppi che la democrazia la ritengono una condizione che può essere sospesa come una partita di calcio!
Il presidente della Rai deve mettere al primo posto i principi costituzionale e non può far parte di un’organizzazione come la Trilaterale, al pari dello stesso Monti che per gli stessi motivi non avrebbe mai dovuto essere messo a capo di un governo, per di più con un espediente come quello della nomina a senatore a vita di cui speriamo che un giorno non lontano (e prima della sua ormai imminente dipartita) qualcuno chieda a ‘Re Giorgio’ di rendere conto.
Purtuttavia nessuna commissione d’inchiesta è mai stata istituita, né la commissione di vigilanza della Rai ha mai aperto un’inchiesta come invece in tempi più prossimi ha fatto con un grande giornalista come Foa.
Lo stesso Saviano, che appare in tutte le TV ed è ricevuto da un Macron appartenente a questi gruppi che i popoli hanno dimostrato di disprezzare, ha capito quali interessi può permettersi di toccare e quali no.
Ma il conflitto d’interessi in Italia pare che sia come la Legge: uguale per tutti ma per qualcuno un po’ più uguale che per gli altri.

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