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Direttore: Vincenzo Di Guida

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20 Maggio 2019

Il perverso meccanismo del debito pubblico


Da molti anni il debito pubblico assilla il popolo italiano. Per un verso o per l’altro i nostri governi sono sempre riuscito a farlo crescere (salvo rare eccezioni) e allo stesso tempo ad utilizzarlo come un’arma nei confronti dei cittadini. Il ricatto è semplice: o pagate più tasse oggi oppure i vostri figli ne dovranno pagare ancora di più.
In realtà è una truffa. Il debito non è altro che ciò che lo Stato deve rendere ai cittadini che gli hanno prestato dei soldi acquistando i buoni del tesoro, ossia quei crediti che stipuliamo con lo Stato il quale in cambio ci garantisce un certo interesse.
A parte il fatto che ultimamente l’interesse è ridicolo, di questi tempi a qualcuna potrebbe fare comunque comodo, tuttavia si è arrivati al paradosso che vede lo Stato proporre interessi negativi e il cittadino accettare comunque, perché se mettesse il proprio denaro in banca gli costerebbe di più.
Perché accade ciò? Semplicemente perché è stato spostato proditoriamente sui cittadini un meccanismo che era stato previsto per le banche. Infatti queste hanno l’obbligo di acquistare titoli di Stato, ma per fare ciò ricevono denaro in prestito dalla BCE (come abbiamo già visto in un articolo precedente) e lo investono guadagnandoci (alla faccia dello spread…) mentre al cittadino il denaro non lo presta nessuno, men che meno a tassi agevolati e quindi ci rimette del suo, come al solito!
Per chiarire quanto il debito faccia comodo a pochi a discapito dei molti, faremo un esempio.
In città arriva un ricco turista tedesco. Si ferma la sua bella grossa auto davanti all’albergo più centrale, pone una banconota da 200 euro sul bancone e chiede di vedere le camere disponibili per sceglierne una per la notte. per 200 euro, il proprietario dell’albergo gli dà tutte le chiavi e gli dice di scegliere quella che preferisce.
Non appena il turista è sparito per le scale, l’albergatore prende il biglietto di 200 euro, fila dal macellaio e regola il debito che ha nei suoi confronti.
Il macellaio si reca immediatamente dall’allevatore di maiali al quale deve 200 euro e paga il suo debito.
L’allevatore, a sua volta, si affretta a pagare la sua fattura presso la cooperativa agricola dove acquista gli alimenti per il bestiame.
Il direttore della cooperativa si precipita al caffé a risolvere il suo debito.
Il barista porta il biglietto alla prostituta che gli fornisce i suoi servizi a credito già da un po’.
La ragazza, che occupa a credito le camere dell’albergo con i suoi clienti, va a pagare la fattura all’albergatore, il quale pone il biglietto sul bancone, là dove il turista lo aveva posato in precedenza.
Il turista tedesco scende le scale, e non essendo riuscito a trovare una camere di suo piacimento, raccoglie il suo biglietto e se ne va.
In apparenza nessuno ha prodotto niente, nessuno ha guadagnato niente ma più nessuno ha un debito, tranne il povero albergatore che – quale ultimo anello della catena – è l’unico a uscire malconcio da questa storia.
Ecco perché, in questo momento come in passato, le banche non hanno alcun interesse a prestare denaro: le banche si arricchiscono finché siete indebitati!
Ci sono molti meccanismi virtuosi per uscire da questo gioco perverso, e ne parleremo in un prossimo articolo. Buona Epifania a tutti.

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