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Direttore: Vincenzo Di Guida

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16 Dicembre 2018

Calcio – Quando il Napoli ti entra dentro


Ebbene si, sono bastati tre mesi e Napoli gli è già entrata dentro. Ai microfoni di Sky, intervistato nel dopo partita di Napoli – Stella Rossa, Carlo Ancelotti si è lasciato andare ad una dichiarazione chiara, netta, limpida:” …io sono napoletano dentro”. Una frase che non lascia dubbi, solo certezze. La nostra città ce l’ha fatta ancora una volta. Ha conquistato “sul campo” l’affetto e la stima dell’allenatore di Reggiolo. È un complimento a tutti i cittadini, a tutto il popolo napoletano ed alla città che, con tutte le contraddizioni che vive quotidianamente, riesce comunque ad andare oltre fino a giungere nel profondo, nel cuore e nell’anima di quanti entrano in contatto con essa. Napoli devi conoscerla, devi viverla, sentire le sue mille sfumature, avvicinarti ai suoi pregi ed alle sue debolezze con animo sensibile per poi apprezzarla e rimanerne affascinato, stupito dalla cultura che trasuda da ogni angolo e dal calore che solo questa gente sa esprimere e trasferire. Una dichiarazione a livello nazionale che deve riempire di orgoglio, considerando inoltre che Ancelotti ha aggiunto, al limite della commozione, che erano almeno due anni che non provava le emozioni che gli sta regalando la squadra partenopea. D’altra parte come si fa a non amare una tifoseria che ad ogni termine di partita saluta ed applaude i suoi beniamini, che non si sottraggono al consueto giro di campo, da curva a curva, per salutare e ringraziare il meraviglioso pubblico che, a prescindere dal risultato, non smette mai durante tutti i novanta minuti della partita di incitare la squadra. Un atteggiamento che a gran parte d’Italia, purtroppo, è ancora sconosciuto ed incomprensibile. C’è chi rimanendo sconcertato e meravigliato da questo comportamento, evidentemente ritenuto consono solo in omaggio a vittorie costitutive di trofei, si chiede a cosa sia dovuto tanto festeggiamento. A parte il fatto che il calcio essendo una forma di spettacolo, come in ogni chiusura di esibizione è buona educazione, nel rispetto del lavoro prestato, ringraziare i protagonisti così come gli stessi ricambiano verso gli spettatori, sarebbe un discorso troppo lungo e difficile e addirittura impossibile sarebbe riuscire a fare breccia in coloro che hanno come motto – l’importante è vincere – per quanti invece hanno stampato nel cuore – al di là del risultato -. Due mondi, due culture, due modi di sentire.
Ma ora occupiamoci del calcio giocato. La vittoria di mercoledì scorso al San Paolo sulla Stella Rossa per 3 a 1 (gol del capitano Hamsik e doppietta di Mertens), che ci ha permesso di mantenere la testa del girone, ci mette a disposizione molti risultati per ottenere il passaggio agli ottavi di Champions. Nell’ultima partita dell’11 dicembre prossimo all’Anfield contro il Liverpool potrà andar bene la vittoria, il pareggio, ma anche eventualmente perdere con un gol di scarto con la necessità di realizzare almeno una rete. Questo perché il girone del Napoli, con PSG, Liverpool e Stella Rossa, all’inizio quasi proibitivo per gli azzurri, si è dimostrato con lo svolgersi delle partite, difficile ma equilibrato tanto da decidersi all’ultima partita. Ma non bisogna fare calcoli, meglio andare in Inghilterra con la stessa mentalità con cui gli azzurri hanno approcciato i serbi: fare la partita, giocare bene e vincere con cattiveria e agilità, evitando possibilmente disattenzioni e fasi di relax.
Abbandonati i conteggi di Champion League, il Napoli deve concentrarsi sul monday-night che lo vede protagonista a Bergamo contro l’Atalanta. Una sfida difficile che dovrà servire per dimenticare lo 0-0 casalingo contro il Chievo, fanalino di coda della classifica, di domenica scorsa.
A Bergamo il tecnico Ancelotti farà, come sempre, un po’ di turnover: Maksimovic, poco utilizzato in campionato, dovrebbe sostituire Albiol, indisponibile per l’infortunio alla caviglia rimediato mercoledì sera; in attacco potrebbe esserci il rientro di Milik, con Mertens, arrivato a quota 100 gol in azzurro, in panchina. Ma ovviamente, dopo l’allenamento di rifinitura in programma domenica mattina, saranno schierati i giocatori più performanti perché il Napoli non può permettersi di lasciare altri punti per strada e, per evitare ulteriori sorprese, ci sarà bisogno della migliore formazione.

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