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Direttore: Vincenzo Di Guida

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15 novembre 2018

F1: Hamilton resta mattatore


La gara che doveva rappresentare la svolta e la consacrazione delle aspirazioni della Ferrari al titolo mondiale piloti è stata invece una vera doccia fredda , ed ha anzi confermato la bontà e la qualità del team della Mercedes, campione del mondo in carica.
In effetti la domenica è iniziata con tante belle aspettative per i tifosi della rossa, ringalluzziti dalla fantastica affermazione di Raikkonen fresco di pole position strappata in un amen al compagno di squadra Vettel. Ma le aspettative sono rimaste tali ed hanno lasciato ampio spazio alla dura quanto inconfutabile realtà, in Mercedes si lotta tutti per l’obiettivo finale , in Ferrari c’è una forte e netta separazione tra i due piloti che sembrano non perdere mai occasione per contrastarsi e sottrarre l’uno all’altro posizioni e punti in gara.
In partenza infatti si è avverato quanto era stato, in silenzio , molto in silenzio, temuto alla vigilia, ovvero l’aspra competitività di Raikkonen ai danni di Vettel. Allo start infatti Vettel aveva tentato di portarsi in testa , e la logica avrebbe voluto che questa fosse la partenza programmata dalla scuderia di Maranello, con il “secondo” a fare da “tappo” al compagno per fargli prendere il largo e tenere a debita distanza Hamilton, invece no, i due ferraristi hanno ingaggiato una scaramuccia iniziale che ha consentito al pilota inglese di portarsi a ridosso del tedesco e quindi di tentare un primo sorpasso non riuscito, ma alla curva successiva Lewis ha fintato sulla sinistra di Seb che improvvidamente su quel lato tentava di superare Raikkonen, e subito dopo lo ha infilato sul lato destro, di prepotenza, il ferrarista è apparso incerto e troppo tenero ed infatti dal contatto che ne è nato, la rossa di Maranello è andata in testacoda mentre la Mercedes si lanciava all’inseguimento di Raikkonen. Vettel con il muso della propria vettura irrimediabilmente danneggiato faceva sfilare tutti gli altri piloti e sfruttando anche l’entrata della Safety car si dirigeva ai box per consentire di riparare l’auto e montare i pneumatici gialli per provare ad arrivare a fine gara senza più doversi fermare.
La gara di Monza è stata, per certi versi, la peggiore delle sconfitte che potesse capitare, in quanto dopo la vittoria a Silverstone Vettel aveva urlato in radio ai box di aver “vinto in casa loro”, ed Hamilton si è preso la rivincita con gli interessi, poiché, non solo è andato a vincere in Germania a casa di Vettel, ma lo ha anche battuto in quello che è da tutti riconosciuto come il Gran Premio di casa della Ferrari.
Il pilota Ferrari così, non solo ha perso l’occasione per avvicinarsi se non superare l’avversario, ma ne è uscito con le ossa rotte, in quanto a causa del quarto posto finale, è precipitato a -30 dal leader della classifica iridata.
A tutti è sembrato poco reattivo e soprattutto in difficoltà contro il campione della Mercedes che ha fornito una prova di autorevolezza, ed ha raggiunto in termini di punti un vantaggio che garantisce la soglia psicologica della sconfitta a zero punti, in quanto ovemai Vettel dovesse vincere una gara in cui Hamilton dovesse uscire, i punti conquistati non basterebbero a garantirgli il primato, ed anche questo è un fattore da tenere fortemente in considerazione.
La gara è proseguita con Raikkonen che l’ha condotta per ampi tratti, ma uscito per sostituire i pneumatici, è rientrato in pista come un forsennato, logorandoli anzitempo, per ricucire lo svantaggio su Bottas, che ricevute precise istruzioni dalla scuderia, non è uscito per la sostituzione delle gomme ma è restato in pista a fare da tappo al ferrarista in attesa del recupero di Hamilton. Dal canto suo Kimi , rimasto in scia al pilota Mercedes, ha subito tutto il calore della auto che lo precedeva, fattore questo che ha scatenato il blistering , le cosiddette vesciche , ed ha reso vano , pochi giri dopo , ogni tentativo di resistenza all’attacco di Hamilton, che superato Bottas, ha scavalcato anche Raikkonen e si è portato in testa alla gara.
Al termine del Gran Premio terzo Verstappen che a causa di una penalizzazione di 5’’ deve cedere la posizione a Bottas che sale sul podio, e a Vettel solo quarto a bordo della sua Ferrari. C’è da dire che la monoposto, nonostante una sosta in più , quella iniziale in cui Vettel perde 25’’ e riparte da ultimo, ha chiuso la gara a soli 16’’ dal vincitore e pertanto è stata decisamente più veloce della Mercedes.
Pessima scena finale, all’atto della premiazione, quella andata in onda in mondovisione e offerta dal folto pubblico del circuito, che ha fischiato ripetutamente Hamlton e lo ha etichettato con cori quali “buffone”. Va detto che il pilota inglese non è che sia un campione di simpatia, è vero, ma è un autentico fuoriclasse e quando gli si presenta l’occasione sa sfruttarla a pieno e non perdona.
Discorso a parte per la Ferrari, che esce davvero male da questa gara, con Arrivabene , che alla fine dichiara che nella sua scuderia non ci sono “maggiordomi”, discorso ingeneroso e frustrante, in quanto il lavoro svolto da Bottas, può non piacere, ma è il perfetto lavoro che deve essere svolto in team per raggiungere l’obiettivo finale , che non lo dimentichiamo mai, è la vittoria. Del resto sono impresse nella mente di tutti le immagini andate in onda questo anno durante il gran Premio di Germania, con Raikkonen che fa strada a Vettel per farlo passare e guadagnare più punti e con lo stesso Vettel che a causa di un madornale quanto disastroso errore, esce di pista e consegna la vittoria ad Hamilton.
Ancora più disarmante è lavoce , che è circolata in questi giorni, in base alla quale sarebbe vicino il contratto tra la Ferrari e Leclerc per la prossima stagione, anche perché sembra che la settimana scorsa prima della gara a Monza, sia stato comunicato che il prossimo anno non avrebbe gareggiato con la scuderia di Maranello. Ecco spiegata, la freddezza del finlandese nel post qualifiche dopo la pole position conuistata, e di sicuro non ci sarà un alleato contento su cui basarsi per le prossime e delicatissime gare.

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