Il ritorno del Duce


Il Duce é tornato ed è pronto a riprendere il posto che forse non aveva mai davvero lasciato nel cuore del suo popolo.
Roma, piazza Vittorio Veneto, un redivivo Mussolini appare improvvisamente agli italiani di oggi.
Stranito, a causa dei molti cambiamenti occorsi dal 1945 a oggi, inizia un viaggio attraverso l’Italia per riabilitarsi agli occhi degli italiani.
I media, TV in testa, immediatamente adocchiano la ghiotta occasione e fanno da cassa di risonanza col risultato di riconsegnare al Duce quella popolaritá così drammaticamente perduta a suo tempo.
Tutto, infatti, si può dire di Mussolini ma di certo non che non é un personaggio che non sia rimasto così visceralmente impresso nell’immaginario collettivo degli italiani.
Ormai totalmente riabilitato agli occhi della maggior parte della gente, Mussolini sembra quindi pronto a riprendere il posto che forse non aveva mai davvero lasciato nel cuore del suo popolo.
“Sono tornato” è un film di quest’anno diretto da Luca Miniero e scritto dallo stesso e da Nicola Guaglianone il cui protagonista, Benito Mussolini, é interpretato da Massimo Popolizio.
L’idea di far rivivere un carismatico personaggio della storia per vedere cosa accadrebbe modernamente non é nuova. Già nel 2015, infatti, in Germania fu girato il film “Lui é tornato” incentrato sulle vicende di Hitler redivivo nella Germania d’oggi.
Ma quello che sembra essere solo una divertente commedia, diventa l’occasione per una riflessione più profonda.
La pellicola infatti, girata con taglio a metá strada tra la fiction e il documentario, ha causato reazioni forse insospettate nei luoghi ove si girava.
Cosa accadrebbe se davvero Mussolini si materializzasse? E, piú in generale, a chi fa davvero ancora paura parlare di fascismo?
Una possibile risposta l’hanno data proprio quelle persone che inizialmente, forse inconsapevoli del fatto che si stesse girando un film, hanno mostrato stupore ma anche hanno preso ad interloquire con Mussolini, come se davvero fosse il Duce redivivo, esternando le preoccupazioni e le insicurezze che vivono nell’Italia di oggi.
Ed ecco che, in uno ai tanti selfie scattati accanto al personaggio “Duce”, si sono registrati anche tanti discorsi seri, talvolta drammatiche richieste d’aiuto, sulle problematiche oggi davvero percepite dal popolo. La carenza di lavoro stabile a tempo indeterminato, il mancato sviluppo sociale ed economico, le iniquità di classe per cui chi é ricco diventa sempre piú ricco e chi apparteneva alla media borghesia oggi é sull’orlo della povertà, una politica filostraniera spesso percepita come fallimentare, il problema della immigrazione fuori di ogni sostenibilità, la criminalitá, sono infatti criticitá su cui la politica da anni dibatte e pontifica senza risuscitare a dare risposte concrete ma che la gente comune focalizza con sorprendente lucidità perché ne subisce le conseguenze concrete e che teme molto piú che lo spauracchio di una lontana idea di fascismo. Un fantasma, a differenza di quanto accade nel film, in realtà impossibile a rimaterializzarsi e che che non fa paura alle persone del popolo ma che viene sbandierato come spauracchio solo da quelle forze politiche che, al di là delle belle promesse, si sono dimostrate incapaci di risolvere i veri problemi che opprimono l’elettorato a cui hanno chiesto il voto.
Insomma, un vero e proprio diversivo politico teso a sviare l’attenzione delle persone e a non perdere consenso.
Non é un caso, infatti, che quanto maggiore é la crisi che attanaglia il Paese, piú forte diventa lo strombazzare mediatico e il terrorismo psicologico con cui si ammonisce di un (davvero improponibile) ritorno del Duce.