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31 Maggio 2020

Pistorius raddoppia in appello


Oscar Pistorius, il velocista paralimpico sudafricano (ma di origini italiane) che correva con delle lamine di carbonio al posto delle gambe e che sparò alla fidanzata Reeva Steenkamp la notte di San Valentino del 2013, è stato recentemente giudicato in secondo grado per l’uccisione della modella.
Durante il primo grado di giudizio l’atleta aveva sostenuto di aver udito dei rumori sospetti provenienti dal bagno attiguo alla camera da letto dove riposava con la ragazza e, credendo di essere vittima di una rapina, di aver sparato attraverso la porta centrando invece la giovane donna. Aveva così convinto il tribunale alla non intenzionalità del gesto ottenendo una sentenza di particolare mitezza limitata a soli 6 anni di reclusione per omicidio colposo.
Nato con una grave malformazione alle gambe al punto da far decidere ai suoi genitori di farle entrambe amputare, fu soprannominato “the fastest man on no legs” (l’uomo più veloce senza gambe) e “Blade Runner”. Detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 metri piani nella categoria T44, correva grazie a particolari protesi in fibra di carbonio denominate cheetah (ghepardo) risultando il primo ed unico atleta amputato capace di vincere una medaglia in una competizione iridata per normodotati ed ottenendo l’argento con la staffetta 4×400 metri sudafricana ai Mondiali di Taegu.
Ora il tribunale di appello, rivalutando alcuni aspetti della sua vicenda giudiziaria nonché non ravvisando alcun segno di effettivo pentimento, lo ha riconosciuto colpevole di omicidio volontario, più che raddoppiando la pena portandola a 15 anni (NDR: Pistorius, avendo già trascorso poco più un anno e mezzo in carcere, dovrà ancora scontare poco meno di 13 anni e mezzo di reclusione), dando un definito stop alla sua carriera sportiva.
Termina quindi qui la favola dell’uomo che, riuscito a vincere la sua battaglia contro la malformazione con cui era nato ed esempio per tutti i portatori di handicap, ha finito per rovinare carriera ed immagine con le sue stesse mani.

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