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26 Gennaio 2021

Liutaio: antico mestiere tra arte e tecnica


La liuteria italiana ha sempre avuto un posto di rilevanza nel quadro mondiale degli artigiani che realizzano strumenti musicali come chitarre e violini (ma non solo).
Un nome per tutti, Stradivari, richiama alla memoria strumenti di valore inestimabile agognati da musicisti di tutto il mondo. Ma cosa avrebbe potuto fare lo stesso Stradivari se non avesse avuto disponibile uno dei migliori legni per la realizzazione degli strumenti a corda? Famoso, infatti, è il legno di abete rosso della Val di Fiemme (NDR: è nel Trentino orientale, protetta a nord dalle alte Dolomiti) del così detto “bosco di risonanza” di Panaveggio che per secoli, e allo stesso Stradivari, ha fornito e fornisce la materia prima necessaria alle tavole armoniche degli strumenti a pizzico e ad arco.
Tuttavia, con le moderne tecnologie, potrebbe apparire che oggi il mestiere del liutaio sia condannato a una più o meno inesorabile obsolescenza o restare sempre più relegato a un mercato di nicchia. Invece, proprio in questi ultimi anni, si assiste a un certo fermento nell’ambiente e alla affermazione di giovani ma determinati liutai.
Talvolta, la passione per la liuteria nasce per hobby o come fatto amatoriale. Poi, per i più valenti, diventa una vera e propria remunerativa professione in bilico tra l’arte e la tecnica. Di certo c’è che per diventare bravi liutai, oltre ad innate capacità manuali, bisogna avere molta umiltà e studiare moltissimo.
Il liutaio, infatti, sa coniugare  la maestria artistica degli intarsi alla complessità tecnica della lavorazione del legno, senza dimenticare il fatto scientifico che ogni sua azione produrrà riflessi sul gioco delle risonanze e delle accordature che ogni parte dello strumento deve avere per potere restituire una timbrica, volume e proiezione di suono adeguate.
Per approfondire meglio l’argomento, non ci siamo rivolti a un artigiano affermato ma, anche al fine di incoraggiare qualche giovane che sia ancora titubante ad abbracciare convintamente questo antico mestiere, abbiamo preferito contattare un liutaio emergente che, pian piano, si sta affermando quale costruttore di chitarre classiche.
Il suo nome è Simone Pellizzer e si trova nel trevigiano.
Ecco la breve intervista che Simone Pellizzer ha rilasciato a WeeklyMagazine.

WM: Salve Simone. Sei un chitarrista? Da quanto tempo ti sei accostato all’arte della liuteria? Quante chitarre hai realizzato sino ad ora?

S.P.: Ciao Vincenzo, no non sono un chitarrista, strimpello due cose, anche se mi sono promesso di iniziare a studiare chitarra classica. Ho lavorato nel campo dell’edilizia.
La liuteria è entrata nella mia vita per aver accettato la sfida di un amico. Ho sempre subito il fascino del legno, dall’osservare le venature ed i colori durante il taglio di una tavola, alla capacità che questo materiale ti permette di poter realizzare. Oggi sono arrivato a quota sei (NDR: chitarre realizzate).

WM: Sicuramente chi è liutaio ha un grande amore per il legno e per la musica. Ma quale è stata la scintilla che ti ha fatto intraprendere questa strada? Insomma come hai iniziato? Hai avuto qualche liutaio che ti ha instradato o sei del tutto autodidatta?

S.P.: Costruivo per hobby humidor per sigari (NDR: scatole per la conservazione a temperatura ed umidità costante del prodotto) e un amico, che conosceva le mie capacità, mi parlò di un tizio che si costruì dal nulla una chitarra. Disse: “potresti, data la tua manualità, provare a costruirne una anche tu”. Questa frase entrò nella mia testa e non uscì più.
Accettai la sfida e costruii la mia prima chitarra (non ti dico le difficoltà) come autodidatta (libri, youtube, ecc..).
La voglia di continuare, di migliorarmi e perfezionare anche i più piccoli particolari, mi ha spinto a chiedere consiglio ad un paio di liutai della mia zona (Marco Bortolozzo di Portogruaro e Lukas Milani di Vicenza) che mi hanno dato delle indicazioni e spiegato alcune tecniche per affrontare dei passaggi nella lavorazione.

WM: Partendo dal modello “Torres” esistono svariate direzioni che ha preso modernamente la liuteria. Tu segui fedelmente la tradizione o, anche solo per i materiali, sperimenti strade nuove? Quali sono i tuoi Maestri liutai del passato di riferimento?

S.P.: Possiamo partire dicendo che Torres è stato l’inventore della chitarra moderna. Apportò modifiche e miglioramenti profondi alla chitarra del tempo, dai materiali per costruirla agli spessori, alla famosissima incatenatura a ventaglio (che moltissimi liutai, io compreso, utilizzano).
La tavola armonica è il “motore dello strumento”. E’ lei che vibrando dà volume, ricchezza armonica e timbrica alla chitarra. Questo è il concetto che Torres sosteneva. Innegabile, ma io penso che è l’insieme di tutte le parti che compongono lo strumento debbano vibrare ed interagire tra loro. Dal fondo alle fasce, dal manico, alla tavola, alla tastiera, tutto deve vibrare e lavorare in armonia. Limitare alla tavola la produzione sonora, secondo me, è un po’ riduttivo.

WM: Costruisci anche su ordinazione? I musicisti che si affidano a te possono chiederti di usare legni diversi o di adottare particolari soluzioni tecniche o estetiche?

S.P.: Ad oggi non ho ancora realizzato chitarre su ordinazione, ma non avrei nessun problema a seguire le esigenze di un chitarrista, riguardo alla tipologia di legno, lunghezza diapason, altezza corde (action), ecc….

WM: Quali sono, secondo te, i passaggi cruciali nella costruzione di uno strumento come una chitarra classica?

S.P.: Una chitarra si inizia a costruire da quando si prendono in mano i legni per la prima volta. Devono avere un giusto grado di essiccazione, compattezza ed assenza di nodi e difetti che possano creare problemi in fase di lavorazione o dare frequenze sgradevoli al suono. La tavola deve avere fibre il più possibile dritte nella lunghezza e fitte. Un altro passaggio molto delicato e a cui bisogna dedicare del tempo è la preparazione della tastiera.

WM: Quante ore di lavoro minime sono necessarie per realizzare una chitarra? Insomma, quanto tempo passa mediamente dal momento in cui decidi di realizzare un nuovo strumento a quello in cui lo ultimi?

S.P.: Per costruire un ottimo strumento si impiegano mediamente dalle 140 alle 170 ore.

WM: La liuteria è un’arte che sembra stia riprendendo una nuova vitalità in Italia per merito di liutai già di fama internazionale ma anche grazie a giovani liutai emergenti come te. Consiglieresti a un giovane di intraprendere questo antico mestiere? Quali soddisfazioni può avere e quali difficoltà può incontrare?

S.P.: Certo che lo consiglierei. più che un lavoro io lo definisco una “droga buona”, non riesci più a smettere di costruire, imparare ed evolverti. Ti si attacca addosso. Quando riesci a portare a termine uno strumento, dentro di te si propagano energia e grande soddisfazione. Vederlo poi suonato da un chitarrista, che oltretutto ti fa i complimenti, non ha prezzo. E’ trasformare dei pezzi di legno in melodia. D’altro canto, prima di godersi tutto ciò, si deve fare molta esperienza, sbagliare, buttare via e soprattutto studiare, studiare molto.

WM: A parte la relativa vicinanza della Val di Fiemme col suo famoso “bosco di risonanza”, c’é un motivo particolare per cui, come ci sembra, il nord est d’Italia sembra offrire una maggiore vivacità nella ripresa della liuteria artigianale?

S.P.: Nel nord-est si, ma anche , in tutto lo stivale si sta rivalutando questo mestiere. Ed è solo una ricchezza perché nuovi costruttori significa nuove idee e nuove linee costruttive.

WM: Quali vantaggi, secondo te, offre uno strumento di liuteria artigianale rispetto a uno di liuteria industriale? Insomma perché un musicista, uno studente o anche un semplice appassionato dovrebbe rivolgersi al liutaio piuttosto che al negozio che vende grossi marchi industriali?

S.P.: E’ come andare da un calzolaio che ti fa le scarpe su misura piuttosto che un negozio in un centro commerciale. Il liutaio interagisce in tutto e per tutto con il chitarrista o lo studente, cogliendo e realizzando lo strumento secondo le singole esigenze. Ed è realizzando qualcosa di personalizzato, senza però perdere di vista il proprio stile, che rende diverso ogni costruttore.

WM: Vediamo se possiamo sfatare il mito che vuole la liuteria artigianale economicamente inavvicinabile. Secondo te i costi della liuteria artigianali sono comparabili con i prezzi di una chitarra industriale di alta gamma o, addirittura, più convenienti? Per ordine di grandezza, quale può essere l’attuale costo di un tuo strumento? Ci sono liste di attesa?

S.P.: Quando si realizza uno strumento, si deve essere consapevoli dell’unicità di ciò che si ha in mano, del fatto che è stato completamente realizzato a mano. Che il legno è stato scelto con accuratezza, e potrei andare avanti ancora… Torna il vecchio detto che chi più spende meno spende.
Ad oggi un mio strumento, a causa del fatto che sono solo all’inizio e quindi poco conosciuto, lo vendo intorno ai 1.700,00 euro.

WM: Tu vivi a Montebelluna (in provincia di Treviso). Coloro che volessero diventare tuoi clienti, che so che poi diventano tuoi amici, possono venirti a trovare e, casomai, provare una delle tue realizzazioni?

S.P.: Abito a Montebelluna (Treviso) ma la bottega è a Fanzolo di Vedelago (NDR: Fanzolo è una frazione del comune di Vedelago, in provincia di Treviso).
Certo che possono venire (come sono già venuti) e se ho qualcosa di pronto sarò lieto di farglielo provare.
La bottega del liutaio è uno spazio di relax, confronto e crescita tra chi fa e chi usa.

WM: Al momento stai realizzando qualche nuovo strumento? Se si, quali saranno le sue presumibili caratteristiche? Quali legni stai utilizzando? Hai un sito internet o una pagina Facebook dove potere ammirare le tue creazioni?

S.P.: Al momento ho appena terminato una chitarra in palissandro-abete. Diapason 650 su progetto personale. Sto per iniziarne una in acero-abete. Ho una pagina face book (NDR: https://www.facebook.com/Pellizzerliutaio/). Là, con tutti i limiti che le riprese amatoriali comportano (compressione dell’audio e delle immagini), si possono seguire le fasi di alcune mie realizzazioni e visionare qualche filmato di prova delle mie chitarre.

WM: Grazie Simone. Auguriamo a te e a tutta la liuteria italiana molta fortuna.

S.P.: Grazie infinite a voi e speriamo di rendere felici e soddisfatti del suono molti chitarristi.

(NDR: Nelle foto alcune realizzazioni del liutaio Simone Pellizzer)

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