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21 Ottobre 2020

Napoli crogiolo di gruppi musicali emergenti


Napoli da sempre è stato un luogo baciato dalla fortuna in senso musicale poiché ha visto nascere artisticamente numerosi esponenti della musica poi diventati famosi.
Ed è oramai consolidato che alcuni locali, specie bar, pub e birrerie, offrano spazio gratuito a quegli artisti emergenti che vogliono farsi ascoltare.
Spesso si tratta di eseguire solo uno o due brani, talvolta con improvvisate formazioni a cui aderiscono estemporaneamente parte dei musicisti presenti.
Si tratta delle jam session ossia riunioni, quasi sempre senza scaletta, di musicisti che si ritrovano per una performance musicale senza aver nulla di preordinato, di solito improvvisando su griglie di accordi e temi conosciuti e con la peculiarità che alle jam session possono davvero partecipare tutti i musicisti, indipendentemente dal livello di abilità posseduto.
Tra i nuovi gruppi napoletani che da qualche tempo hanno fatto capolino, una menzione deve essere fatta per la “Moscow starship swing orchestra” che si dedica, come il nome suggerisce, alla musica jazz e allo swing ma con qualche puntata anche nel blues.
La bella voce di Roberta Tagliamonte è solitamente accarezzata dalle note delle trombe di Pino Rosiello, Giuseppe Autiero e Pasquale Marino (quest’ultimo trombettista alquanto noto nell’ambiente e una vera miniera di aneddoti sui trombettisti), nonché dal piano di Emanuele Scavo, dalle percussioni di Elisabetta Saviano e dal bassista Giancarlo Bobbio, che è anche il direttore artistico della formazione.
Si tratta di una giovane formazione ma già alquanto affiatata e che vale la pena di andare ad ascoltare.
Ieri sera, complice l’invito di Pino Rosiello, ci siamo recati in un locale di Bagnoli ove per l’appunto si tengono jam session. Nella esibizione della Moscow starship swing orchestra (di cui alla foto) erano tuttavia assenti ben quattro elementi titolari prontamente sostituiti da altri artisti presenti a cui si è poi aggiunta anche una sassofonista.
Ma le jam session sono così: non è detto che le formazioni siano al completo e neppure che, improvvisamente, qualche musicista estraneo al gruppo che in quel momento sta eseguendo un brano non decida di aggiungersi improvvisando.
Le jam session, infatti, sono un terreno fertile per l’incontro di musicisti, lo scambio di idee, e sono state in molti casi l’occasione dove sono nate molte collaborazioni musicali.
Nel brano eseguito dalla Moscow starship swing orchestra, che ha già numerosi impegni programmati sin da settembre, si sono distinte la voce, e le due trombe presenti e non c’è dubbio che sentiremo ancora parlare di loro.