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30 Ottobre 2020

Maradona è ancora il Re di Napoli


Se nel nostro paese fosse vigente la monarchia come forma di governo, e questa fosse nominata a suffragio universale, ebbene, potremmo tranquillamente affermare che il 5 luglio 2017 i cittadini napoletani, a furor di popolo, avrebbero proclamato Diego Armando Maradona Re di Napoli. Ma non potendo arrivare a tanto, il sindaco Luigi De Magistris, interpretando il desiderio dei partenopei, ha conferito al sovrano in pectore la cittadinanza napoletana onoraria. È questa un’onoreficenza sentita che sa di riconoscenza e gratitudine, accettata dal reuccio con grande gioia ed ammirazione. Con tale riconoscimento si è voluto rendere omaggio al fenomeno del calcio e suggellare tutto l’affetto che negli anni c’è stato, e tutt’ora persiste, tra Diego e la città di Napoli.
Quante polemiche e quanti veleni hanno accompagnato questa cerimonia. Si è parlato e sparlato tanto alla vigilia di questo evento. È stato sottolineato il carattere politico ed economico della trovata, evidenziando il sostanzioso cachet, fornito dagli sponsor dal momento che nulla avrebbero sborsato le casse comunali, che avrebbe convinto Maradona ad accettare l’intervento mediatico. Tali illazioni però sono state rispedite al mittente dal diretto interessato, che ha seccamente affermato di essersi sentito addosso questa cittadinanza fin dal suo primo giorno a Napoli nel lontano 5 luglio 1984, e che la stessa è stata guadagnata in campo vestendo la maglia azzurra come una seconda pelle.
È vero, Diego il D10S, come è simboleggiato in città, si è dimostrato più napoletano di molti napoletani portandosi Napoli nel cuore in giro per il mondo. Anche se come uomo ha speso la sua vita in modo spesso censurabile, come professionista del calcio giocato non si discute. Campione assoluto e mondialmente riconosciuto, le sue prodezze hanno affascinato tifosi e non, la sua fama non conosce tramonto, il suo mito attraversa le generazioni. Il riscatto sociale che quest’uomo ha realizzato, con i piedi, col sinistro specialmente, per questa città non ha prezzo, con lui il Napoli di Maradona, così viene individuato il periodo del calcio Napoli 1984/1990, ha collezionato i più grandi risultati, indimenticabili i due scudetti e la coppa uefa. Maradona è riuscito a condurre una squadra ai massimi vertici in competizione con i grandi club, ha emozionato migliaia di tifosi, ha appassionato al calcio grandi e piccini, e c’era chi si recava al S. Paolo solo per vederlo giocare a prescindere dalla fede calcistica.
Questa del 5 luglio è stata una serata densa di emozioni, mentre il primo cittadino leggeva le motivazioni che hanno portato alla concessione dell’onoreficenza nell’atrio di Palazzo S. Giacomo , sede del comune di Napoli, dove è stato organizzato l’evento, il Pibe de Oro, trattenendo a stento la commozione, ha firmato e poi baciato la pergamena così come si bacia la sposa sull’altare. Una folla di fotografi ha immortalato lo storico momento e a seguire, tutti a festeggiare in piazza del Plebiscito ricordando tutte le altre celebrità che hanno dato lustro alla cultura napoletana nel mondo.
Lo scugnizzo argentino adottato formalmente dalla città ha ringraziato per tutto l’amore che il popolo napoletano gli ha sempre tributato, ricambiando visibilmente colpito.
La festa volge al termine con il popolo che acclama il suo Re, definito “Uno di noi” perchè chi ama non dimentica, come recita uno slogan stampato sulle magliette, ma dopo 33 anni questa città richiede altre celebrazioni, altri onori, altri miti, altre vittorie. La pagina gloriosa dell’ultimo n. 10 si conclude con l’ultimo regalo possibile, ora è il momento di pensare al futuro.