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26 Ottobre 2020

Le allergie primaverili


Secondo un recente studio almeno il 40% della popolazione soffre di allergie.
Tali patologie possono avere diversi fattori scatenanti che vanno da quelli alimentari ai pollini primaverili.
Difatti circa il 19,5% delle persone dichiara che è proprio il periodo primaverile quello in cui i fenomeni allergici si manifestano con starnuti, prurito agli occhi, lievi difficoltà respiratorie. Si tratta di numeri importanti che, tra l’altro, sono in preoccupante aumento.
Le allergie non sono altro che una abnorme reazione del sistema immunitario ad alcune sollecitazioni esterne.
In realtà buona parte dei medici è dell’opinione che le cause prime dell’aumento del numero di persone che ne soffrono è in relazione al nostro stile di vita sempre meno a contatto con la natura.
La spiegazione che viene data è che la poca esposizione all’ambiente e a cibi naturali durante la fanciullezza e l’adolescenza, causa al corpo una sorta di non abitudine del nostro organismo a saper riconoscere e gestire convenientemente sostanze come i pollini e alcuni nutritivi con la conseguenza che quando ne veniamo a contatto il corpo risponde a sproposito in modo eccessivo.
Chi soffre di tali patologie, che in alcuni casi possono risultare anche gravi fino a veri e propri shock anafilattici, solitamente si cura con antistaminici e decongestionanti da banco senza ricorrere al medico.
Sarebbe invece opportuno il parere del medico, almeno di quello di famiglia, onde evitare di assumere sostanze inutili se non addirittura pericolose, ed anche per riconoscere quei casi che sarebbe meglio approfondire.
Chiaramente una vita più sana, il consumo di cibi meno raffinati, un maggiore contatto con la natura potrebbe arrestare, se non addirittura invertire, il trend dei sofferenti di allergie.
Approfittiamo dunque del periodo primaverile per trascorrere più tempo all’aperto, mangiare cibi meno raffinati e più sani, condurre stili di vita meno frenetici, lasciare che i nostri bambini socializzino e giochino in giardini e parchi piuttosto che restare al chiuso delle case davanti al televisore, al computer o a una consolle di videogiochi.
Oltre ai benefici organici inerenti una maggiore resistenza agli allergeni e a quelli cardio circolatori che blande attività motorie come le attività all’aperto comportano, sarà sicuramente l’occasione per riappropriarsi di una socialità oggi in declino rompendo l’isolamento tecnologico che oggi, anche già solo nella sfera familiare, ci vede sempre più imprigionati.