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22 Ottobre 2020

Il bisogno di sicurezza dei cittadini è trasversale


Grugliasco (Torino), pochi giorni fa: una pattuglia di Carabinieri vede quattro individui che hanno scavalcato una recinzione e, arnesi alla mano, sono in procinto di forzare una porta.
Si appostano, intervengono, arrestano le persone.
Si scopre che sono quattro rom, con precedenti per furti.
Rinviati a giudizio, nonostante i fatti contestati e i loro precedenti, il giudice per un cavillo assolve gli imputati (addirittura con formula piena) e, incredibilmente, rinvia i militari a giudizio in quanto avrebbero reso due deposizioni discordanti su quale marcia avrebbe innestato la vettura per tentare di divincolarsi dal blocco stradale.
Trieste, poche ore fa: un iracheno richiedente asilo, con precedenti penali, stupra una ragazza attirandola in una zona della stazione ove sostano vagoni in disuso.
Roma, pochi minuti fa: esplode un ordigno rudimentale innanzi a un ufficio postale. Si parla di pista anarchica.
Tanti, insomma, gli episodi di violenza che da nord a sud flagellano con quotidiana pervicace insistenza la nostra società e nessuno si può dire davvero certo di non rimanere, suo malgrado, vittima di atti criminali.
Il bisogno di sicurezza dovrebbe quindi essere una di quelle istanze trasversali, poiché un bisogno drammaticamente concreto ed attuale, a prescindere dall’ideologia politica di bandiera.
E invece, solo poche ore fa, Repubblica (NDR: prima pagina del 10/05/2017) riportava l’asserto del Ministro degli Interni Minniti, un passato comunista, che avrebbe sostenuto che la paura e l’illegalità gonfiano il populismo e che la sicurezza è un valore proprio della sinistra.
Ma come sarebbe? Come si può, pur nell’ottica di un politico di parte, attaccare a questo o quel carretto politico un bisogno primario e naturale quale quello della sicurezza?
Forse che coloro che sono di centro o di destra non lamentano un analoga carenza di protezione da parte dello Stato?
Forse la apertura senza limiti ai flussi migratori, nei quali spesso si trovano persone che qualche precedente con la giustizia lo hanno, la opposizione a ritenere come sacro un diritto naturale come la legittima difesa, le grandi ed anonime periferie nate con la legge 167 del 1962 (quartieri notoriamente incubatori di criminalità più o meno minuta), i bilanci sempre più risicati a Forze Armate e Forze di Polizia, sono sono davvero temi voluti e sostenuti a gran voce da pletore di ideologi di centro o, addirittura, di destra mentre la sinistra si dichiarava contraria?
Queste dichiarazioni riportate da Repubblica da parte di un Ministro della Repubblica, per quanto politico di estrazione comunista, lasciano alquanto perplessi.
Ammissibile vedere la verità dal proprio punto di vista, così è se vi pare, inopportuno che un Ministro della repubblica si ritenga nelle sue stesse parole rappresentante delle istanze solo di una parte del popolo italiano, del tutto assurdo travisare fatti storici noti (di cui sino a ieri l’altro se ne era fatto vanto), ritenendo gli italiani così supinamente ingenui, al punto di ritenere loro proponibile tutto e il contrario di tutto, cavalcando un odierno sentimento di insicurezza della gente.
Forse proprio questo è populismo.